Come si producono le piastrelle in ceramica

Le piastrelle in ceramica sono tra i materiali di rivestimento più usati ed apprezzati al mondo. La produzione delle piastrelle in ceramica può essere di tipo industriale o artigianale ma, in ogni caso, richiede professionalità e precisione da parte del produttore. Analizziamo nello specifico come si producono le piastrelle in ceramica.

piastrella bicottura

Il processo di cottura delle piastrelle in ceramica

Ideali come rivestimenti per pavimenti e pareti di casa e non, le piastrelle in ceramica esistono in varie forme, scelte a seconda della funzione da esercitare.

Si distinguono, infatti, le piastrelle non smaltate, quali il grès rosso e il grès porcellanato e il cotto clinker, che non assorbono l’acqua e che quindi vengono usate prevalentemente in cucine, bagni o esterni, e lo stesso vale per le monocottura.

Discorso diverso per le piastrelle a bicottura, come la maiolica, che assorbono l’acqua e per questo sono utilizzate nell’arredamento degli interni e per tutti gli altri ambienti, esclusi bagno e cucina. Da annoverare come non impermeabili, anche il cotto forte e la terraglia.

Questa differenza tra i vari tipi di piastrelle è dovuta al diverso processo di produzione che ne sta alla base. Per le piastrelle a monocottura, la ceramica viene lavorata attraverso un processo a umido, cui segue l’essiccazione a spruzzo e la fase di smaltatura finale.

Le piastrelle a bicottura, invece, sono realizzate attraverso un processo a secco e, in seguito, subiscono due fasi di cottura: la prima per la sinterizzazione e la seconda, invece, per la smaltatura. Ecco perché le prime vanno bene come rivestimento di ambienti umidi e le seconde per gli ambienti interni più caldi.

Che cos’è la posa delle piastrelle

La posa è forse la fase più delicata del processo di ristrutturazione, dato che è proprio da quest’ultima che dipenderà l’effetto finale di un ambiente.

È buona idea farsi seguire sempre da un progettista e scegliere insieme ad un esperto il rivestimento più adatto per il proprio ambiente, così da non fare scelte azzardate di cui ci si potrebbe pentire in futuro.

Prima di arrivare alla posa della prima piastrella, bisogna stilare il progetto. Questa fase è fondamentale per la valutazione di vari elementi: il tipo di fondo su cui posare le piastrelle, il tipo di fuga, il comportamento dilatometrico, la composizione, l’articolazione della struttura e la geometria di posa.

Tutto ciò è indispensabile per decidere quale metodo di posa usare a seconda del caso che ci si trova ad affrontare. Una fase fondamentale del processo è appunto la geometria di posa, perché questa influirà sull’effetto estetico dell’ambiente.

La geometria di posa deve badare a vari fattori quali le dimensioni dell’ambiente da rivestire, le dimensioni delle piastrelle stesse, i colori, e gli eventuali pezzi speciali scelti. Come tutto il progetto di posa, anche la geometria deve essere seguita da un esperto.

Le geometrie più usate sono la dritta e la diagonale. Quest’ultima è utile per nascondere agli occhi delle irregolarità che potrebbero avere le pareti. Ci sono poi anche la posa a lisca di pesce, in diagonale con tozzetto e la posa a correre. Naturalmente, a seconda del caso, sarà lo stesso progettista a suggerire la soluzione migliore.

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