Arredare in stile etnico

Dire ‘stile etnico’ fa subito venire in mente il cielo rossastro della savana al tramonto, il frastuono silenzioso della natura, le danze degli indigeni e i disegni tribali. Con uno stile d’arredamento etnico in casa è proprio questo rilassante ed allo stesso tempo energico contesto, quello che si vuole richiamare all’interno delle pareti domestiche.

Un arredamento etnico completo che coinvolge tutte le stanze o anche solo qualche tocco esotico qua e là, possono infatti aiutare chi lo desidera a ricreare il clima vivace e l’atmosfera colorata e accogliente di questi paesi lontani.

Arredare in stile etnico

Lo stile etnico

Per stile etnico si intende un originale stile d’arredamento che mescola in sé caratteri provenienti da diversi paesi extra europei come la Persia, il Marocco e l’India, inglobando al suo interno anche alcune influenze provenienti da nazioni dell’estremo oriente, come la Cina o il Giappone.

Non si tratta quindi uno stile univoco, omogeneo, ma di un insieme multiforme di stili che, richiamandosi a culture diverse, ha portato via via alla nascita di una vera e propria tendenza nel mondo dell’arredamento.

In origine fenomeno elitario di cui si fecero pionieri i numerosi viaggiatori di ritorno a casa con qualche pezzo d’arredamento esotico, caratteristico appunto dei paesi stranieri visitati, è oggi invece diffuso su larga scala e presente in maniera sempre più massiccia nelle nostre abitazioni.

Da tener presente però una fondamentale distinzione: i mobili e gli oggetti etnici che si trovano in commercio possono infatti essere originali, cioè provenire direttamente da questi luoghi lontani, oppure semplicemente essere ad essi ispirati, sia nelle forme che nei colori.

Materiali usati nello stile etnico

Anche la tipologia d’arredo che caratterizza lo stile etnico non ha in realtà una vera e propria univoca fisionomia. Ciò che qualifica in gran parte tale arredamento sono soprattutto i materiali usati e la scelta dei colori.

Sul mercato sono infatti presenti tante proposte di questa natura, camere da letto intere o salotti, dove l’elemento etnico può anche essere solo richiamato dalle forme elementari e primitive che i mobili seguono. Squadrati quindi e tendenzialmente di legno.

Per quanto tutti i tipi di legno vadano bene, spesso quello davanti al quale ci si trova di fronte o che comunque si predilige a Est, è sicuramente il cosiddetto teak, ovvero un singolare legno nero-rossastro, particolarmente resistente, con cui si realizzano interi arredi o semplicemente soprammobili o oggetti d’uso quotidiano. Per i più audaci invece si ricorda che in alcuni negozi è possibile trovare addirittura pezzi di tronchi veri e propri, scolpiti e lucidati, per essere trasformati all’occorrenza in tavoli, sedute o comodini.

Oltre al legno, elemento naturale per eccellenza, sono molto usati anche il ferro, meglio se patinato (lo si ritrova ad esempio negli oggetti e nei complementi d’arredo), le fibre naturali intrecciate, provenienti queste dalla lavorazione delle foglie di palma, il cotone, impiegato come materiale privilegiato tra i tessuti (per tovaglie, coperte, cuscini ecc.), la canna di bambù, utilizzata sia per i mobili che per gli oggetti, il pariro, il rattan (ad esempio di banana), usato per lo più come rivestimento di sedie e per i contenitori (cestini, scatole ecc.), e infine resine naturali, pelle, carta di riso e madreperla, adoperata soprattutto quest’ultima come elemento di decorazione.

Colori e complementi d’arredo dello stile etnico

Oltre ai mobili, che di certo rappresentano il componente indispensabile dentro una stanza, fondamentali si rivelano come sempre i particolari, ovvero, in questo contesto specifico, la scelta dei colori (per oggetti e pareti) e di tutti quei complementi d’arredo acquistati e posizionati con cura all’interno dei locali. Sono proprio questi elementi infatti, nella maggior parte dei casi, a dare il carattere finale e la giusta fisionomia all’arredamento scelto per la casa.

Prima di tutto quindi i colori. Nel nostro caso ciò che si vuole ricreare è l’atmosfera solare e vitale di questi paesi lontani, delle loro stoffe variopinte, delle loro innumerevoli spezie, dei loro incontaminati paesaggi. Sì quindi a tutte le tonalità del rosso, dell’arancione, del giallo, degli ocra e dei marroni, cercando di evitare tuttavia, anche fra questi, le cromie troppo accese o metalliche. Il colore infatti deve risultare il più possibile caldo e accogliente.

Anche il verde e il blu vanno bene, ma con gradazioni scelte che si avvicinino il più possibile agli elementi naturali: al verde della piante quindi e al blu/azzurro del cielo e dei laghi per esempio.

Per gli oggetti invece esistono numerosi negozi di riferimento, alcuni specializzati proprio nella vendita di questi particolari prodotti. Pezzi originali è possibile trovarne anche nelle case d’asta, durante le esposizioni di antiquariato, dove magari all’autenticità si somma anche il valore aggiunto dell’epoca.

Non serve tuttavia andare troppo lontano, né spendere cifre esagerate. Complementi d’arredo in stile etnico si trovano ormai un po’ ovunque, anche nel negozio di casalinghi sotto casa. Tutto dipende dalla volontà e dai desideri del consumatore.

La scelta dei pezzi comunque, al di là dell’originalità o meno, è decisamente variegata.

Tra gli elementi più tipici e caratteristici dell’artigianato etnico si ricordano ad esempio i tappeti (persiani, tunisini, egiziani), le sculture (quelle più diffuse sono in legno scuro e raffigurano personaggi o animali dalle linee stilizzate), vasi in ceramica o legno dipinti, decorati da motivi tribali o disegni geometrici, lampade da tavolo o da terra, realizzate in rattan o carta di riso, papiri dipinti e incorniciati.

In un ambiente arredato in stile etnico infine non può di certo mancare l’incenso, sia a bastoncino che in granuli. Di più facile utilizzo il primo, che brucia sorretto da appositi porta-incenso in legno decorato, e bruciato con l’ausilio dei cosiddetti carboncini il secondo, doneranno, con la loro particolare fragranza, quel tocco indispensabile alla stanza per essere finalmente considerata ‘etnica’ a tutti gli effetti.

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